venerdì 19 ottobre 2012

Arrivano i Sister, di Patrick Dewitt

Salve a tutti, è Il Moro che vi parla.

Dovete sapere che, anni fa, io e il mio socio co-amministratore di questo blog abbiamo scritto un romanzo. Un mostro da 276.000 parole più disegni a matita fatti dal sottoscritto come cappello di ogni capitolo, frutto di un lavoro di documentazione maledettamente accurato e di un mucchio di lavoro: in tutto, ci abbiamo messo quasi due anni.

Il romanzo era ambientato nel far west americano, come questo Arrivano i Sister (The Sister Brothers). Come in questo, il protagonista aveva un rapporto complicato con il fratello. Come in questo, c'era una struttura a episodi, seppur realizzata in modo molto diverso. Immaginate quindi con che stato d'animo mi sono approcciato alla lettura di questo romanzo: ma perchè a lui l'hanno pubblicato e a noi no?

Va beh, facciamo finta di niente e proviamo a dare un'opinione obbiettiva su questo lavoro.

La voce narrante, Eli Sister, e suo fratello Charlie sono due killer al soldo di un potente di Oregon City. Ricevono l'incarico di trovare e uccidere un uomo che ha rubato qualcosa al loro mandante, quindi partono mettendosi sulle sue tracce. Ma l'uomo è sfuggente e più volte i due fratelli arriveranno in un posto solo per scoprire che il loro bersaglio se ne è appena andato. Durante il loro viaggio vivranno diverse avventure bizzarre incontrandi personaggi surreali.





Come accennato, il libro procede in maniera episodica: i due fratelli arrivano da qualche parte (un paese, o si accampano per la notte, o incrociano un accampento di cercatori d'oro...), incontrano qualche tizio strano e vivono una breve avventura insieme a lui, per poi ripartire. Solo in alcuni casi queste avventure lasceranno il loro segno anche nella prosecuzione della narrazione.

E' scritto con molta ironia, e strizza chiaramente l'occhio al cinema dei fratelli Coen. Non si sghignazza, ma spesso si sorride tra i denti. I momenti comici sono diluiti insieme a episodi anche commoventi. Spesso il protagonista si fa domande che sforano nella filosofia, dimostrando una grande differenza di carattere con il fratello, burbero e violento. Dewitt è bravissimo a delineare il carattere malinconico di Eli Sister, e nello scrivere dei dialoghi di eccezionale valore. L'azione è poca, ma quando arriva è fulminea e brutale. I due fratelli, lungi dall'assomigliare ai pistoleri dei film western, cercano sempre di evitare lo scontro: vuoi sbandierando i loro nomi per mettere paura agli avversari, vuoi cercando soluzioni alternative alle sparatorie, ben consci che non è detto che da uno scontro a fuoco debbano per forza uscire vivi. Quando lo scontro è inevitabile, non esitano a barare, pur di conservare la pelle attaccata al corpo. Ne risulta uno strano miscuglio di realismo (nel comportamento dei due fratelli), di bizzarrie (negli strambi personaggi che incontrano) e qualcosa che stona un po' (il protagonista sembra un po' troppo acculturato rispetto agli altri personaggi e alla vita che ha avuto).

qui trovate una breve intervista all'autore.

Insomma, alla fine mi è piaciuto. Non necessario per la prosecuzione delle vostre esistenze, comunque interessante, soprattutto se vi piace l'ambientazione western.
Ma devo proprio dirlo: come forma e stile di scrittura magari no, l'abbiamo scritto anni fa e se lo rivedessimo ora probabilmente lo riscriveremmo in modo molto diverso, ma come trama ne sono sicuro: il nostro era molto meglio.

Il Moro


3 commenti:

  1. Appena ho tempo leggo la tua rece di arrivano i sisters, ma mi vien da dire: il vostro romanzo dovete mandarlo alle case giuste ;) anzi allA casa giusta; non dico quale per non fare pubblicità ;P

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    1. Guarda, se vi è sembrato acerbo quello che vi ho già mandato, questo lo è sicuramente di più... sono tutt'ora innamorato dei personaggi e della trama, per non parlare del lavoro di documentazione (probabilmente addirittura eccessivo) per essere più accurati possibile... Ma come forma temo che sia "parecchio" da rivedere... Per spaventarti basta dire che è un mostro da 276.000 parole... parole, non caratteri! XD
      Il Moro

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  2. 276.000 PAROLE????? comunque, quando vuoi inviarci qualcosa (magari a questo romanzo serve solo un restyling o magari va bene così e non è acerbo come pensi ;) manda.

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